Per abitudine ci abituiamo a tutto.

René Magritte Pittore surrealista Belga 1898/1967 Bruxelles

«Ciò che sconcerta è la necessità inevitabilmente abituale di riferire il testo alla figura e l’impossibilità di definire il piano che permetterebbe di verificare o meno il contenuto dell’asserzione».

Michael Foucault Filosofo Sociologo Francese 1926/1984 Parigi

«L’abitudine è la più infame delle malattie perché ci fa accettare qualsiasi disgrazia, qualsiasi dolore, qualsiasi morte. Per abitudine si vive accanto a persone odiose, si impara a portar le catene, a subire ingiustizie, a soffrire, ci si rassegna al dolore, alla solitudine, a tutto. L’abitudine è il più spietato dei veleni perché entra in noi lentamente, silenziosamente, cresce a poco a poco nutrendosi della nostra inconsapevolezza, e quando scopriamo d’averla addosso ogni fibra di noi s’è adeguata, ogni gesto s’è condizionato, non esiste più medicina che possa guarirci.»

«Un uomo»

Oriana Fallaci Giornalista e scrittrice Italiana 1929/2006 Firenze.

René Magritte

Capita spesso di notare negli altri delle abitudini e considerarle strane, inadeguate, e vedere quanto sono in grado di «manipolare» la persona. E difficile vedere le proprie abitudini, più facile vedere quelle degli altri; tutti siamo manipolati da come ci siamo organizzati nel tempo attraverso abiti mentali, senza rendercene conto.

Dal lat. habitudo -ĭnis, der. di habĭtus -us ‘contegno, aspetto’. 1.

Dal concetto di abito, contegno, aspetto, il vocabolario, per abitudine, ci indica la tendenza alla continuazione o ripetizione di un determinato comportamento, collegabile a fattori naturali o acquisiti e riconducibile al concetto di consuetudine o di assuefazione. La sua definizione è un concetto ben chiaro e viene spesso associato a un trend negativo.

René Magritte

Eppure senza abitudini moriremmo o ci consumeremmo troppo in fretta. L’abitudine preserva la fatica della ricerca, il dubbio, l’instabilità.

Quando è positiva ci aiuta ad affrontare il quotidiano: naturalmente le abitudini, essendo semplicemente un bisogno organizzativo del nostro cervello (che costruisce routine, le quali, ripetute ed apprese nel tempo, divengono abitudini) possono essere anche negative e come tali essere cattive abitudini.

La vita intera è un insieme di abitudini, tutto ciò che ripetiamo quotidianamente è la nostra abitudine del vivere quotidiano.

Cambiare abitudini è impegnativo dal momento che impegna il nostro cervello a costruire una nuova prassi, una nuova routine, a stabilire un nuovo percorso di vita.

René Magritte

Si può dire che l’abitudine è inevitabile: qualunque operazione si svolga, anche la più complessa, venendo ripetuta nel tempo, poco alla volta, genera inevitabilmente un’abitudine.

Ogni arte, dagli artigiani agli artisti, prevede un allenamento, costante nel tempo, che crea nuove abitudini.

Per divenire abili e preparati a svolgere operazioni, anche complesse, ci si deve allenare, ripetere più e più volte gli stessi gesti fino a renderli automatici.

René Magritte

È stato calcolato che un atleta, per ottenere al meglio dai propri gesti atletici, deve ripetere le operazioni da 12.000 a 15.000 volte. A quel punto il nostro cervello ha automatizzato tutti i passaggi necessari, rendendo il gesto ottimale.

Dunque se l’abitudine è inevitabile, allora tanto vale crearsi abitudini funzionali, utili e necessarie, così da arricchire positivamente i nostri comportamenti.

Esiste un contesto particolare dove regnano molte abitudini che è quello mentale. Le abitudini mentali sono le più sottili e le più difficili da sradicare, dal momento che essendo dentro un’abitudine non ci rendiamo conto di quello che svolgiamo: tutto fluisce naturalmente.

Solo un lavoro di consapevolezza, un’attenzione protratta nel tempo con una puntuale osservazione dall’esterno di noi stessi, dissociati, ci permette di prendere consapevolezza delle abitudini mentali.

Le stesse convinzioni sono una sorta di abitudine mentale: il processo mentale definito continuità cognitiva, a cui siamo soggetti quando portiamo avanti un pensiero, è una sorta di abitudine mentale.

Molta parte della cultura che portiamo con noi è strutturata, e sviluppata per abitudini mentali.

Il nostro cervello lavora con le abitudini per risparmiare energia, per rendere facile i processi più complessi, per mantenere costanti i nostri equilibri.

René Magritte

Oriana Fallaci ha voluto sottolineare una faccia della medaglia dell’abitudine, l’altra faccia è la sua inevitabile necessità, e la sua miracolosa abilità di abituarci a fare cose, anche estremamente complesse e difficili, con grande naturalezza e agilità.

Come sempre nelle abilità umane è bene guardare entrambe le facce della stessa medaglia. Anche le abitudini sono medaglie a due facce, le cattive abitudini, purtroppo, sono quelle da debellare, e sono difficili da debellare proprio perché sono strettamente collegate alla nostra identità. D’altronde le buone abitudini fanno altrettanto, si legano strettamente alla nostra identità fino ad appartenerci, siamo tutti quanti composti di abitudini belle e brutte che, insieme, costituiscono il nostro essere e il nostro avere.

René Magritte

La più elegante di tutte le abitudini è la nostra consapevolezza: lavora per continuità cognitiva, per cui difficilmente ci dà il senso quotidiano del cambiamento. In fondo. mantiene noi stessi per tutta la vita, quindi è un’abitudine inevitabile, che sottilmente cambia continuamente, ma che manteniamo per abitudine così com’è.

Per questa ragione abbiamo difficoltà ad uscire fuori dalle nostre abitudini perché nelle abitudini ritroviamo noi stessi costantemente, perché nell’abitudine, in ciò che si ripete, esistiamo.

“Un uomo verrà certamente, fra molti anni, in una calma sera d’estate, a chiedermi come si può vivere una vita straordinaria. Ed io gli risponderò certamente con queste parole: rendendo abituali le azioni e le sensazioni straordinarie e facendo rare le sensazioni e le azioni ordinarie.”

Giovanni Papini Poeta e scrittore Italiano 1881/1956 Firenze

Una bella lezione di psicologia applicata, un modo intelligente di organizzare la nostra vita quotidiana.

René Magritte

Psicologo Psicoterapeuta Ipnologo Ipnoanalista Giornalista http://t.co/gxpk6FJX

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